Venini - Bolle Vaso | Salvioni

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Ø 19 x H.19 cm
Ø 13 x H.21 cm
Ø 14 x H.25 cm
Ø 14 x H.47,5 cm
Ø 10 x H.34,5 cm


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Venini
Venini è probabilmente la vetreria di Murano più famosa al mondo: un risultato raggiunto in neppure un secolo di vita, grazie all’idea di introdurre nel mondo del vetro soffiato collaborazioni con l’avanguardia artistica ed il design. Fu una vera e propria rivoluzione: in contrasto con l’esuberanza stilistica che caratterizzava la classica produzione veneziana, le creazioni di Venini si presentavano con linee sobrie e rigorose, prestandosi anche allo sviluppo di nuove e sorprendenti tecniche di lavorazione. I vasi Venini sono tutt’oggi icone di stile, preziosi come gioielli, tramandati di generazione in generazione, pur all’interno di un ventaglio di prezzi che li rende accessibili a tutti. Apprezzatissimi sono anche lampade e lampadari Venini, vere e proprie architetture di luce dalla forte firma autoriale.Scopri di più

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Tapio Wirkkala

Tapio Wirkkala
Tapio Wirkkala (1915-1985) è stato uno dei più grandi designer finlandesi della Storia. Icona intramontabile del design scandinavo, deve la sua fama alla capacità quasi magica di replicare con materiali industriali le forme in natura vivente: nelle sue mani il vetro diventa ghiaccio, come nella serie di bicchieri Ultima Thule (Iittala, 1968), oppure prende le forme di un fungo, come nel celeberrimo vaso Kantarelli che gli ha donato fama internazionale lanciando la sua carriera (Iittala, 1946); il compensato prende le forme di una foglia, come nell’elegante centrotavola Leaf (1951) o nei mobili disegnati per Asko; la ceramica si piega e si accartoccia come un sacchetto di carta come nel centrotavola Paperbag (Rosenthal, 1977). Queste abilità da illusionista si fondono con una profonda conoscenza e rispetto per la storia dell’artigianato finlandese, grande fonte di ispirazione per molte delle sue opere che si collocano spesso sul sottile confine fra arte e design. Oltre che alla sua patria, Wirkkala fu anche profondamente legato all’Italia: espose infatti in numerose edizioni della Triennale di Milano, vincendo anche diverse Medaglie d’Oro (1951, 1954, 1960, 1963) e divenne grande amico di Gio Ponti (che lo definiva un “nobile selvaggio” che vien dai boschi). Fu proprio Gio Ponti a introdurlo alla vetreria Venini negli anni ’60, dando inizio a un’importante collaborazione che gli permise di sperimentare un’interpretazione del vetro molto diversa da quella che lo aveva reso noto durante la collaborazione con Iittala: per Wirkkala il vetro finlandese era trasparente e algido, fresca rugiada da condensare nelle forme trovate dalla sua ispirazione, mentre con il vetro veneziano si concesse un’ariosa esplosione di colore.Scopri di più