Zanotta
Chichibio Portaoggetti
Prezzo € 1.678,00
Un oggetto di uso comune, di cui si sente il bisogno in tutte le case dove si abbia necessità di riporre piccoli oggetti. La struttura di Chichibio è in acciaio cromato, lavorato a formare un unico elemento al cui interno si innestano pianetti in laminato plastico stratificato. Questo portaoggetti è disponibile in due diversi colori, bianco e nero, per meglio adattarsi a contesti differenti. La bellezza di Chichibio consiste nella sua capacità di coniugare un design efficace a un gusto spiccatamente anni ’70, dove ancora si percepisce la purezza delle forme, l’utilizzo di cromie nette e prive di sbavature e la ricerca di un’estetica che assolva a più funzioni, senza mai dimenticare sé stessa.
Ø 37,5 x H.90 cm
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Design e cultura: da questo binomio Zanotta trae la sua identità. Sfogliare il catalogo Zanotta è come entrare in un vero e proprio museo del design pieno delle opere chiave di alcuni dei più grandi protagonisti del settore. Fondata a Nova Milanese da Aurelio Zanotta negli anni ’50, l’azienda lega indissolubilmente il proprio nome alla stagione del design d’avanguardia, da cui nascono arredi innovativi spesso arricchiti da un tocco ironico. A questi capolavori senza tempo Zanotta affianca riedizioni di classici della prima metà del Novecento ed una collezione contemporanea di grande leggerezza e qualità.Scopri di più
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Gino Levi-Montalcini
Gino Levi-Montalcini (1902-1974) è stato un importante architetto italiano. Fu membro di un’importante famiglia torinese di origini ebraiche, i cui membri furono capaci di raggiungere l’eccellenza in diversi ambiti: la sorella minore Rita-Levi Montalcini è stata infatti un’importante scienziata, premiata anche con il premio Nobel, mentre la di lei gemella Paola è stata una celebrata pittrice. Il nome di Gino è invece legato principalmente alla corrente architettonica del Razionalismo, corrente alla quale aderì frequentando gli ambienti intellettuale d’avanguardia durante gli anni degli studi presso il Politecnico di Torino. I suoi primi anni di attività lo vedono al fianco di Giuseppe Pagano, suo ex compagno di studi: i due co-firmano assieme una delle principali architetture razionaliste del periodo, il Palazzo Gualino di Torino (1928), realizzato per ospitare gli uffici delle aziende dell’importante industriale piemontese Riccardo Gualino. Nel corso degli anni ’30 continua in autonomia la sua attività a Torino con numerosi progetti tra cui quello di Villa Caudano (1935-36). Sul finire del decennio è costretto a smettere di lavorare a causa delle leggi razziali promulgate dal regime fascista, ma riesce a sfuggire a persecuzioni più dure negli anni della guerra. Nel dopoguerra sarà protagonista di un’intesa attività di insegnamento universitario a Torino (1948-56), Palermo (1956-64) e a Padova (1964-71), affiancata da progetti importanti come la pianificazione del nuovo quartiere Vallette a Torino (1957-58) e il Palazzo Nuovo dell’Università di Torino (1961-66). Alcuni degli arredi realizzati per i suoi progetti sono stati rieditati a partire dagli anni ‘80 dal brand Zanotta.Scopri di più


