Zanotta
Comacina Scrittoio
Prezzo a partire da € 4.465,00*
*Prezzo valido per la versione con struttura in acciaio inox e piano verniciato talco (cod. 2725).
Un elemento d’arredo che esprime gusto senza tempo e forte personalità. Comacina è uno scrittoio disegnato nel 1930 da Piero Bottoni e divenuto da allora un classico del design d’alta gamma. Le sue forme apparentemente semplici sono legate fra loro da un tubo in acciaio inox che lega piano, cassettiera e piedini. Zanotta mette a disposizione questo oggetto in diversi colori per meglio adattarsi a contesti d’ufficio e home office, a seconda di dove si intenda utilizzare Comacina. Il piano può avere un inserto in cuoio pigmentato per migliorarne la resa estetica e la resistenza all’utilizzo nel tempo.
L.130 x P.65 x H.75 cm
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Ogni articolo è prodotto secondo il gusto e le indicazioni del cliente in una finitura personalizzata, per cui i tempi di produzione possono variare in base alla versione scelta.
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Design e cultura: da questo binomio Zanotta trae la sua identità. Sfogliare il catalogo Zanotta è come entrare in un vero e proprio museo del design pieno delle opere chiave di alcuni dei più grandi protagonisti del settore. Fondata a Nova Milanese da Aurelio Zanotta negli anni ’50, l’azienda lega indissolubilmente il proprio nome alla stagione del design d’avanguardia, da cui nascono arredi innovativi spesso arricchiti da un tocco ironico. A questi capolavori senza tempo Zanotta affianca riedizioni di classici della prima metà del Novecento ed una collezione contemporanea di grande leggerezza e qualità.Scopri di più
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Piero Bottoni
Piero Bottoni (1903-1973) è stato un architetto e urbanista italiano, importante esponente del Razionalismo. Le basi teoriche del suo pensiero pongono al centro la valenza sociale dell’architettura, con un’importante attenzione al tema dell’edilizia per le fasce popolari e all’integrazione delle periferie nel tessuto cittadino: per Bottoni una città va sempre considerata come un organismo unitario e non soltanto come un insieme di costruzioni, ideologia che portò avanti anche attraverso la militanza politica nelle file del Partito Comunista Italiano che lo elesse anche deputato presso la Consulta Nazionale dell’immediato dopoguerra (1945-46). La sua opera fu molto legata alla città di Milano, nella quale nacque e dove trascorse la maggior parte della sua vita, dagli studi presso il Politecnico fino alla realizzazione negli anni ’50 di importanti edifici come Palazzo Argentina in Corso Buenos Aires (1947-51, in collaborazione con Guglielmo Ulrich) o Palazzo INA in Corso Sempione (1953-57). Lasciò inoltre un’importante traccia nel tessuto urbanistico della città di Milano attraverso la promozione del Quartiere Triennale 8, sorta di “quartiere ideale” sperimentale all’insegna della vivibilità da lui lanciato come esperimento collettivo nella sua veste di commissario straordinario della Triennale. Accanto al QT8 progettò anche la costruzione del Monte Stella, collina artificiale costruita utilizzando i detriti lasciati dagli edifici distrutti dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale e dedicato alla moglie Elsa Stella. Ebbe però anche un’importante proiezione internazionale in veste di delegato italiano presso i Congressi Internazionali di Architettura Moderna, ruolo svolto dal 1929 al 1949 che gli permise di entrare in contatto con alcune delle più avanguardistiche esperienze europee nel Modernismo, trasmettendone poi gli insegnamenti in Italia attraverso la promozione di importanti piani urbanistici – spesso rimasti soltanto sulla carta – in molte città fra cui Bologna, Piacenza, Siena, Roma, Como e Milano. Particolarmente importante fu il suo Piano Regolatore della Valle d’Aosta (1936), stilato su impulso di Adriano Olivetti, che pur non venendo mai realizzato diede un importante impulso al dibattito sull’urbanistica in Italia. L’urbanistica fu per tutta la vita la sua grande passione: se negli anni degli fascismo la sua attività di insegnamento fu ostacolata per motivi politici, a partire dal 1951 potrà tenere corsi presso il Politecnico come libero docente per poi diventare nel 1967 titolare della cattedra di Urbanistica presso lo stesso ateneo. Bottoni fu anche designer: i più celebri degli arredi da lui firmati sono oggi riproposti dal brand Zanotta.Scopri di più





