Zanotta
Susanna Poltrona
Prezzo a partire da € 2.538,00*
*Prezzo valido per la versione con struttura in acciaio verniciato nero - rivestimento in tessuto cat. 20 e braccioli rivestiti in pelle (cod. 852).
La poltrona Susanna di Zanotta, disegnata da Gabriele Mucchi nel 1955, è un’icona del design italiano che unisce rigore razionalista e sensibilità artigianale. La struttura in tubolare metallico disegna una linea essenziale e leggera, sulla quale si innesta la seduta in cuoio teso, definita da un equilibrio preciso tra forma e funzione. Il progetto esprime una visione moderna dell’abitare, in cui comfort e chiarezza costruttiva convivono senza mediazioni superflue. Rieditata da Zanotta nel rispetto del disegno originale, Susanna conserva intatta la sua forza espressiva e la qualità dei materiali, diventando un oggetto senza tempo. La poltrona si inserisce con naturalezza in contesti contemporanei, testimoniando la capacità del buon design di attraversare le epoche mantenendo intatta la propria identità.
L.55 x P.82 x H.83/77 cm
Altezza Seduta 45 cm
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Design e cultura: da questo binomio Zanotta trae la sua identità. Sfogliare il catalogo Zanotta è come entrare in un vero e proprio museo del design pieno delle opere chiave di alcuni dei più grandi protagonisti del settore. Fondata a Nova Milanese da Aurelio Zanotta negli anni ’50, l’azienda lega indissolubilmente il proprio nome alla stagione del design d’avanguardia, da cui nascono arredi innovativi spesso arricchiti da un tocco ironico. A questi capolavori senza tempo Zanotta affianca riedizioni di classici della prima metà del Novecento ed una collezione contemporanea di grande leggerezza e qualità.Scopri di più
Designed by
Gabriele Mucchi
Gabriele Mucchi (1899-2002) fu un pittore ed illustratore, annoverato anche fra i pionieri del nascente design italiano. Figlio del pittore Anton Maria Mucchi, esponente di un’importante famiglia liberale della borghesia emiliana, Gabriele visse una gioventù errabonda al seguito del padre fra la natia Torino, Catania, Correggio, Bologna, dove si laureò in ingegneria, e Roma, dove ebbe modo di entrare in contatto con diversi artisti e scrittori tra cui la scultrice tedesca Jenny Wiegmann, destinata in seguito a diventare sua moglie. Si stabilì in seguito a Milano, dove fu vicino ai pittori del gruppo Corrente fondato da Ernesto Treccani e frequentò ambienti antifascisti. Le sue prime mostre risalgono agli anni ’30, quando venne apprezzato dalla critica in particolare per il sapiente uso del colore; nello stesso decennio portò avanti in parallelo anche le attività di illustratore (ad esempio per libri di Achille Campanile e Cesare Zavattini) e soprattutto di architetto e “scopritore di forme per oggetti di uso quotidiano”, come amava allora definirsi (la parola “designer” non era infatti ancora entrata nel lessico italiano). In tale veste fu un convinto adesore al movimento del razionalismo e disegnò tra il 1934 e il 1945 diversi arredi per la bottega milanese di Emilio Pino Crespi. Durante la seconda guerra mondiale fu partigiano e nel dopoguerra la sua attività pittorica virò sullo stile del realismo socialista, attivamente propagato all’epoca dal PCI; uno stile a cui restò fedele nei futuri decenni di attività scegliendo spesso per le sue opere tematiche politiche o di denuncia che fecero di lui un vero e proprio artista militante. L’impegno sociale caratterizzò anche la sua partecipazione nella pianificazione del quartiere QT8 a Milano, ma negli anni seguenti abbandonò sempre di più l’attività da architetto per dedicarsi interamente alla pittura. In seguito insegnò all’Università d’Arte di Berlino Est, città in cui visse a lungo. Negli anni ’80 i sui arredi furono riscoperti da Zanotta e rimessi in produzione con un successo che dura ancora oggi.Scopri di più











