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Lampada Boalum

Artemide
Gianfranco FrattiniLivio Castiglioni

Lampada Boalum

Dal 1952 Livio Castiglioni si dedicò indipendentemente alla creazione di articoli di design, specializzandosi nella progettazione di lampade e apparecchi elettronici. È in questo periodo che insieme a Gianfranco Frattini studiò la Boalum, una lampada dalla caratteristica forma a serpente (boa+lum) ispirata ai tubi flessibili degli aspirapolvere.

Realizzata nel 1969 con un tubo in PVC traslucido per uso industriale foderato internamente da anelli di metallo, a ogni sezione Boalum dispone di quattro alloggiamenti per altrettante lampadine a basso voltaggio. Il PVC, pellicola plastica morbida e pieghevole, era stato messo a punto già negli anni ’30, in origine utilizzato per l’isolamento di cavi e fili elettrici. Negli anni ’60 divenne quasi onnipresente, specialmente nei mobili gonfiabili.

Un’ulteriore particolare di Boalum è che ciascuna sezione può essere collegata a un’altra, creando quello che la celebre rivista Domus definì “un serpente di luce senza fine”.  Che sia accatastata, allungata, appesa al muro, sistemata su un mobile o perfino sul pavimento, questo particolarissimo prodotto di Artemide si presta a illuminare qualunque ambiente della casa.

Il suo stile tipicamente pop fece la fortuna di Artemide che la produsse fin dall’inizio, poi dal 1970 al 1983, e infine la rilanciò con qualche modifica nel 1999.

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Un serpente di luce senza fine

Domus