La dinastia Knoll | Storia e design tra i due mondi - Salvioni
Tutti gli articoli
Design World
14/04/2020

La dinastia Knoll | Storia e design tra i due mondi

La storia del design è spesso anche la storia di grandi famiglie intraprendenti e geniali, che attraverso le diverse generazioni hanno impresso un segno indelebile in questa disciplina. Fra di esse spicca la singolare vicenda della famiglia Knoll, capace di lasciare il proprio nome a due grandi aziende che sono tuttora ai vertici del mercato, dislocate in due diversi continenti.

La storia di questa famiglia getta le sue radici addirittura nella seconda metà dell’Ottocento, poco prima dell’unificazione tedesca, quando il giovane Wilhelm Knoll aprì a Stoccarda il suo negozio di pelletteria. Wilhelm aveva vissuto a lungo a Parigi, già nell’epoca centro della moda mondiale, e la sua attività presto si impose come una delle principali della città, fino ad arrivare a diventare fornitore ufficiale della casa reale del Württemberg.

Agli inizi del Novecento i figli di Wilhelm, Willy e Walter, proseguirono l’attività paterna e ne ampliarono gli orizzonti, dedicandosi anche alla realizzazione di poltrone e sedute in pelle. Risale a loro l’introduzione in Germania delle classiche club armchair sul modello inglese, che ottennero un grande successo negli anni precedenti la Grande Guerra. Nel concitato periodo della Repubblica di Weimar anche i due fratelli Knoll decisero di separarsi, con Walter che nel 1925 andò a fondare una propria azienda mentre Willy continuava a guidare la Wilhelm Knoll.

È allora che nacque la Walter Knoll & Co., nome diventato sinonimo di lusso per generazioni di tedeschi. I suoi eleganti imbottiti in pelle rientrano a buon diritto tra i simboli di un’epoca di raffinatezza e contraddizioni, quella tra le due Guerre Mondiali, in cui coesistettero grandi paure e ardite visioni del futuro, Bauhaus e nazismo. E con entrambi Walter ebbe modo di confrontarsi, arredando gli interni dei celebri Zeppelin come dei coraggiosi progetti di Ludwig Mies van der Rohe.

Nel 1937 si arrivò a un altro punto di svolta, un’altra grande separazione. Il figlio di Walter, Hans, decise di trasferirsi negli Stati Uniti per importare e promuovere il design europeo, a partire inevitabilmente dalle produzioni paterne. Spirito inquieto e visionario, Hans aveva abbracciato le teorie del modernismo con maggior decisione rispetto al padre, lavorando per molti anni a Londra prima di decidersi ad attraversare l’Atlantico, come già avevano fatto prima di lui molti grandi maestri del Bauhaus in fuga dal Nazismo.

Dopo un solo anno Hans decise di fare da sé, fondando a New York una sua azienda per dedicarsi alla produzione in proprio degli amati mobili in stile modernista: nacque così la Knoll Associates. In un’America ancora molto lontana dall’apprezzare pienamente questo stile, Hans si proponeva un obiettivo arduo e ambizioso, ma venne molto aiutato dalla crescente domanda di arredi per uffici pubblici promossa dal New Deal di Roosvelt. Suo primo compagno in questa avventura fu il designer danese Jens Risom, a cui presto si affiancò la giovane Florence Schust, allieva prediletta del celebre architetto Eliel Saarinen.

Un nome che sarebbe divenuto familiare a tutti gli amanti del design, ma in un’altra forma: Florence Knoll. Non passò infatti molto tempo prima del matrimonio tra i due, spinti da ideali comuni e da una grande sinergia. Hans, eccellente venditore, si prese in carico la parte commerciale, mentre a Florence spettava la direzione artistica delle produzioni. Fu lei a introdurre in azienda Eero Saarinen, figlio del suo mentore Eliel e creatore di alcuni dei più grandi successi come la serie di tavoli e sedie Tulip, mentre fu molto probabilmente Hans a caldeggiare la collaborazione con il grande esule tedesco Mies van der Rohe.

Mentre Hans e Florence prosperavano, gareggiando con la Herman Miller di Chicago nel gettare le fondamenta del nuovo design modernista americano che avrebbe segnato un’epoca, in Germania Willy e Walter erano sull’orlo del collasso. Con l’inizio della guerra avevano dovuto convertire l’intera produzione in materiale bellico e i loro stabilimenti erano stati duramente bombardati. Nel 1947 Hans, ancora molto legato al padre, mandò in Europa l’amico Jens Risom per aiutare lui e lo zio Willy a risollevarsi. A partire dall’avvento del boom economico del dopoguerra ripresero gradualmente un ruolo centrale nell’industria tedesca, per poi riunire le loro strade negli anni ’80, quando la Walter Knoll acquistò la Wilhelm Knoll.

Ma Hans non fece in tempo a vedere nulla di tutto questo: morì infatti prematuramente nel 1955, a soli quarantun anni, a causa di un incidente d’auto. Florence, rimasta sola, non si perse d’animo e continuò a portare avanti l’azienda con oculatezza e coraggio, conducendola a traguardi sempre nuovi e facendo diventare quasi proverbiale lo “Stile Knoll” che rivoluzionò più volte l’immagine degli interni d’America, accompagnando la nazione attraverso una serie di epocali cambiamenti.

Figlie di due diverse concezioni del design – e forse anche del mondo – le due aziende hanno continuato per tutta la seconda metà del Novecento a brillare di luce propria, e proseguono tuttora. La Walter Knoll (attualmente guidata dalla famiglia Benz, altra grande dinastia del mobile tedesco) compare stabilmente ogni anno nelle prime posizioni del Luxusranking tedesco, a fianco di marchi quali BMW o Montblanc, mentre l’americana Knoll è al vertice di uno dei più grandi gruppi mondiali del design, un colosso internazionale con una presenza capillare in tutte le grandi capitali del mondo.